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“Medicina
Naturale”, n. 4, maggio 2006 – Elisa Rossi
Xiaoxiao, un Ambulatorio di Medicina Cinese per
i Bambini:
Progetto-pilota della Federazione Italiana Scuole Tuina e Qigong (FISTQ)
Siamo in ambulatorio.
Lavoriamo in uno spazio molto ampio, con soffitti alti, pavimenti in legno
e colori caldi – piacevole. A momenti tutto è quieto, quasi
ovattato, altre volte l’insieme è a dir poco esuberante.
Come minimo ci sono un bambino, un genitore, e noi tre del gruppo di base,
che siamo sempre presenti. Abbiamo a disposizione anche un’altra
stanza, con i giochi, ma spesso i bambini che arrivano in anticipo preferiscono
stare nella sala dei trattamenti, dove si aggirano con aria indifferente,
in realtà osservando tutto attentissimi. Inoltre nella sala possono
esserci i neonati in fasce che hanno finito il massaggio e ora ciucciano
attaccati al seno della mamma che parla con noi, i fratelli più
grandi che giocano, le amiche/sorelle/madri della mamma che si tengono
un po’ defilate, ma non troppo lontane e altrettanto attente. Poi
ci sono sempre alcuni colleghi - operatori e agopuntori - che sono qui
per imparare a lavorare con i bambini.
A me pare un po’ di essere in un ambulatorio cinese e mi piace molto.
Mi sembra anche che nell’apparente confusione ci sia sempre - come
ha detto un papà - una qualità intenta. Mi dicono che in
questo luogo si sta bene.
Bisogna anche
capire se funziona. E’ ancora troppo presto per una valutazione
sull’efficacia dei trattamenti, e di fatto non credo che sarà
mai possibile avere dati statisticamente validi. Alcuni disturbi ottengono
un sollievo immediato evidente: la bimbina che piange da giorni, presumibilmente
per il dolore da coliche del lattante, e che con il trattamento si quieta,
è solo un esempio di come rispondano bene i casi di “pieno
da accumulo”.
Anche i bambini che fanno fatica a evacuare oppure a dormire tranquilli
in genere hanno un miglioramento già dopo la prima seduta e un
buon equilibrio fisiologico si ristabilisce in breve tempo. E’ invece
più difficile capire quanto il trattamento sia in grado di influire
per esempio sulle patologie croniche importanti o di modificare la suscettibilità
ad ammalarsi.
Ma è certo che più di una volta abbiamo assistito a cambiamenti
nel modo di fare dei bambini (e dei genitori).
Ci ha colpito il processo di autonomizzazione di bambini che all’inizio
si avvinghiavano alla mamma, mentre in seguito si facevano massaggiare
tranquilli in ambulatorio, o a casa iniziavano a dormire nel loro lettino.
Uno degli scopi del progetto-pilota della Federazione Italiana Scuole
Tuina e Qigong (FISTQ) è appunto quello di riuscire a individuare
meglio le modalità di funzionamento della medicina cinese nei bambini,
le sue limitazioni e i suoi punti di forza.
La Medicina Cinese e la Pediatria
La Medicina
Cinese nelle malattie dell’infanzia è in genere in grado
di risolvere con rapidità i disturbi più comuni ed è
un ottimo sostegno nelle malattie croniche più gravi, in cui può
rendere superfluo o diminuire il ricorso ai farmaci.
I bambini corrispondono alla primavera, all’alba, all’inizio
dello yang nello yin, al vento. Una caratteristica della loro qualità
energetica è quindi la rapidità del movimento, e anche le
modificazioni dello stato di salute sono veloci. I bambini si ammalano
facilmente, ma con altrettanta prontezza rispondono all’intervento
terapeutico. Quando stanno male è spesso possibile modificare il
sistema energetico che si era scompensato verso la malattia, e spostarlo
in un equilibrio migliore usando azioni “piccole”, che non
interferiscono pesantemente e non invadono con violenza.
La Medicina Cinese ci dà la possibilità sia di intervenire
rapidamente per risolvere i disturbi acuti, sia di lavorare alla radice
dei disequilibri per facilitare il recupero della salute nelle patologie
croniche, sia infine di rinforzare la costituzione nei casi in cui c’è
facilità ad ammalarsi.
In Cina agopuntura,
farmacoterapia e tuina pediatrico fanno parte della formazione medica
tradizionale e vengono utilizzati in ospedali e ambulatori. Riferimenti
al trattamento dei bambini si trovano già nei classici della medicina
cinese del II-I sec. a.C. e le prime descrizioni sistematiche di trattamenti
specifici per l’età infantile si trovano nei testi medici
della dinastia Ming (1368-1644): vengono discussi diagnosi, punti e zone,
metodi di stimolazione, accompagnati da casi clinici e da disegni illustrativi.
In ambito pediatrico la Medicina Cinese è ancora poco diffusa in
Italia, anche tra chi sceglie una medicina non-convenzionale. Il tuina,
cioè l’insieme di tecniche manuali tradizionali cinesi, fino
a qualche anno fa era praticamente sconosciuto nella sua forma pediatrica.
L’agopuntura può suscitare nei genitori perplessità
e paure perché gli aghi sono spesso percepiti come strumenti cruenti,
tanto che il trattamento dei bambini intimorisce anche molti agopuntori.
Il tuina
si basa sugli stessi principi dell’agopuntura, ne condivide riferimenti
teorici, diagnosi e principi di trattamento, ma si avvale di metodi manuali
(spingere, premere, sfregare, picchiettare, pinzettare, scuotere, vibrare,
impastare, ecc.). Il trattamento è costituito da una sequenza di
diversi metodi-stimolazioni, in modo da regolare yin e yang, far circolare
il qi, agire su canali/meridiani e organi.
Dal tuina sono derivate le scuole giapponesi di shiatsu, le scuole contemporanee
di riflessologia plantare, digitopressione, micromassaggio, ecc. Il suo
sviluppo è strettamente legato alla storia dell’agopuntura
e del pensiero medico, e acquisisce un riconoscimento specifico da parte
dell’Amministrazione Imperiale.in particolare durante la dinastia
Sui (581-618 d.C.). In Cina è attualmente parte integrante della
formazione universitaria dei medici tradizionali e in tutti gli ospedali
sono attivi ambulatori di tuina.
Il tuina pediatrico è diverso da quello degli adulti: nei bambini
il sistema energetico ha caratteristiche che non sono ancora quelle dell’adulto,
c’è una specificità nella fisiologia, così
come nella semeiotica, nella clinica e nel trattamento, per esempio nel
bambino esistono molti punti o zone che non si ritrovano nell’adulto
e le tecniche di stimolazione tuina sono decisamente più semplici.
Il trattamento tuina prevede una sequenza di otto-dieci stimolazioni-fa,
per lo più “sfregamenti-tui” e “impastamenti-rou”
su linee o punti che hanno un’azione specifica. Ogni stimolazione
dura uno-due minuti e il bambino può stare seduto, sdraiato oppure
in braccio.
Anche se non tutti i bambini si fanno toccare volentieri, si trova poi
il modo: i più piccoli si quietano con un massaggio all’addome
che li culla all’interno come un’onda, i più grandi
si coinvolgono chiedendogli per esempio di fare attenzione perché
poi dovranno dire alla mamma come fare i massaggi, magari la mamma è
un po’ distratta e sta a loro ricordarglieli.
Per quanto
riguarda l’agopuntura, non ci sono controindicazioni al suo uso
in età pediatrica, anzi nei bambini l’agopuntura è
più semplice che negli adulti: i quadri clinici sono più
chiari, dal momento che la vita ha avuto meno tempo per creare confusione,
e la risposta è di solito più rapida perché il bambino
ha un qi più vivace.
Gli aghi sono molto più sottili di quelli utilizzati negli adulti,
il numero di punti scelti è minore e la durata della stimolazione
è più breve. Usare gli aghi con i bambini non è complicato.
Non è necessario distrarre il bambino da quello che sta succedendo,
anzi secondo me deve esserne reso partecipe il più possibile.
Innanzi tutto noi agopuntori dobbiamo ricordarci che l’ago entra
in un passaggio, una sorta di percorso privilegiato. In cinese il punto
di agopuntura è detto xue, ‘buco, tana’, cioè
una galleria attraverso cui si arriva al qi. Se la nostra tecnica è
sufficientemente buona l’inserzione dell’ago non causa dolore.
C’è invece la sensazione del qi quando l’ago raggiunge
il punto corretto e io trovo importante che chiunque – adulti, ragazzini
e bambini anche molto piccoli – possano riconoscere questa esperienza
molto specifica.
E’ chiaro che starà a noi comunicare con chiarezza al paziente
che sappiamo che cosa sta avvenendo quando inseriamo e stimoliamo l’ago,
e che sarà lui a guidarci nel modulare l’intensità
dell’azione. Se il bambino è già grande gli si fanno
vedere gli aghi e gli si chiede il permesso, se è più piccolo
se ne può parlare attraverso storie: “Adesso vediamo se senti
un ‘zzz’ dentro, me lo dici tu, adesso c’è?”
Se devo condurre il qi da qualche parte posso dire: “Adesso vado
anche in questo punto e così vediamo se si parlano.” Oppure
se devo disperdere: “Qui c’è una stradina, andiamo
alla casa, la puliamo bene.” Se il bambino è ancora più
piccolo cerco di entrare in relazione con lui nei modi che conosciamo:
con il suono della voce, lo sguardo, il massaggio.
Per i ragazzini l’agopuntura è spesso anche una prova di
coraggio che li rinforza (non è mai successo che si dovesse interrompere
il trattamento), per i piccoli una cosa in più da scoprire nel
mondo, per i piccolissimi chi lo sa.
Ovviamente per una buona cura rimangono fondamentali diagnosi e scelta
dei punti, cioè come guardo e come leggo i segni che il corpo mostra,
nonché il modo in cui inserisco l’ago, quanto raggiungo il
qi e che cosa ne faccio di questo qi.
La scelta
dello strumento terapeutico dipende dall’età, dal quadro
clinico, dall’atteggiamento del bambino e dei genitori. In linea
di massima nel bambino piccolo si usa il tuina pediatrico, mentre se è
più grande diventa più importante il ruolo dell’agopuntura.
La Pediatria Cinese prevede anche alcune metodiche collaterali (moxa,
guasha, martelletto fior di pruno, auricoloterapia), che hanno spesso
funzioni particolari e quindi sono indicate in alcune condizioni specifiche.
Si usa la moxa soprattutto per tonificare il qi del jiao medio, rinforzare
il Polmone, nutrire il jing.
La tecnica del guasha è fondamentale per eliminare il calore da
patogeni esterni: nei bambini è molto più efficace che nell’adulto
e i genitori la imparano in modo da poterla utilizzare a casa ai primi
segnali di febbre.
Il martelletto fior di pruno ha senso soprattutto per trattare patologie
più croniche, nei bambini più grandi, e può essere
utilizzato anche a casa, su singoli punti o lungo i canali.
L’auricoloterapia viene aggiunta spesso in caso di malattie dermatologiche
o allergiche, applicando gli appositi semini sul punto fengxi.
Il progetto FISTQ (Federazione Italiana Scuole Tuina e Qigong)
La FISTQ
è una federazione che si è costituita nel 2002: le principali
Scuole italiane di Tuina e Qigong si sono coordinate con lo scopo di elaborare
linee-guida per la qualità dello studio e della pratica del tuina
e per garantire una formazione professionale adeguata alle necessità
dei singoli utenti e della società.
Negli ultimi anni le Scuole di Medicina Cinese hanno introdotto la pediatria
nei loro percorsi formativi, riconoscendone la rilevanza fondamentale
sia per la cura, sia per la prevenzione. Una sezione pediatrica è
presente nella formazione di base degli allievi, nei seminari di aggiornamento
dei colleghi e nei lavori di tesi.
Dall’ottobre
2005 la FISTQ ha attivato a Milano un ambulatorio medico riservato ai
bambini, all’interno del progetto-pilota per la prevenzione e la
cura delle patologie respiratorie.
L’ambulatorio è attivo durante tutto il periodo scolastico,
ha luogo ogni dieci giorni e offre la possibilità di accedere gratuitamente
a otto sedute, strutturate in modo da costituire un ciclo per la prevenzione
delle malattie respiratorie.
I primi sette trattamenti hanno luogo ogni dieci giorni e l’ultimo,
di consolidamento e follow-up, a distanza di circa due mesi.
Il progetto è iniziato a fine ottobre 2005 in cinque mesi abbiamo
trattato 16 bambini, di età tra 2 mesi e 12 anni, per un totale
di 90 trattamenti. Hanno completato il ciclo dei sette trattamenti previsti
6 bambini, che però devono ancora essere rivisti per la seduta
di consolidamento e di follow-up.
Le scelte
terapeutiche non seguono protocolli predeterminati: derivano dalla diagnosi
cinese e tengono in considerazione la complessità e la variabilità
dei pazienti.
E’ stata predisposta l’informatizzazione delle cartelle con
un sistema di archiviazione costruito in modo da poter maneggiare i dati
con grande flessibilità, così da essere in grado di rilevare,
raggruppare e estrapolare le informazioni utili.
I genitori vengono a conoscenza del progetto tramite contatti personali
e professionali, stampa, Scuole FISTQ, sottoscrivono il consenso informato
e rimangono sempre presenti durante il trattamento
L’ambulatorio Xiaoxiao funziona anche come luogo di formazione per
chi ha già terminato una scuola di medicina cinese e desidera approfondire
la clinica pediatrica. Vengono accettati cinque tirocinanti, di solito
tre operatori tuina e due agopuntori, che seguono un percorso clinico-pratico
di base o avanzato.
In ambulatorio
si lavora integrando le diverse metodiche tradizionali, cioè agopuntura,
tuina, moxa, con scelte che variano a seconda dalle specifiche situazioni.
Alcune semplici sequenze individualizzate di tuina pediatrico vengono
anche insegnate ai genitori, che poi le applicano a casa. I genitori imparano
anche alcune stimolazioni da aggiungere se al bambino viene la febbre,
non evacua o non dorme. Senza colpevolizzarli se non lo fanno.
Ci pare che
la collaborazione attiva dei genitori alla cura sia molto importante per
sostenere il lavoro terapeutico, soprattutto nei quadri cronici o nel
lavoro di prevenzione. Dato che in Europa la modalità cinese di
tre sedute alla settimana è improponibile, il tuina quotidiano
fatto dai genitori è una buona soluzione per rendere più
efficace il trattamento in ambulatorio e diminuire il numero di sedute
necessarie.
Organizziamo anche seminari specifici per i genitori, in cui si insegnano
le basi della medicina cinese, le tecniche di stimolazione per i bambini
e le sequenze utili a trattare i disturbi più frequenti.
Il tuina pediatrico nelle sue applicazioni di base è infatti semplice
da apprendere, non ha effetti collaterali, e richiede poco tempo (circa
10-15 minuti). Avere in mano uno strumento terapeutico fa sentire i genitori
meno sprovveduti rispetto ai disturbi dei figli e li aiuta ad essere meno
inermi di fronte alla malattia: il pediatra rimane insostituibile, ma
è anche possibile fare qualcosa in prima persona.
Probabilmente
il tuina aiuta anche i bambini in un senso profondo: se si può
stare meglio senza prendere medicine, erbe, rimedi, senza cioè
introdurre sostanze esterne, allora vuol dire che dentro abbiamo delle
risorse per guarire.
Sulla cura
Tuina e/o
agopuntura sono efficaci in caso di raffreddori, tonsilliti, otiti, tosse
e catarro, di frequente trattati con terapia antibiotica. La soluzione
troppo spesso è solo temporanea e il bambino si ammala più
volte durante la stagione invernale.
La medicina cinese è di aiuto sia in questi casi di infezioni ricorrenti
del tratto respiratorio superiore, sia per patologie respiratorie più
croniche, quali asma o rinite allergica.
Ci sono poi quelle situazioni in cui la medicina convenzionale ha poche
risorse e che la medicina cinese riconosce come prodotte da una disarmonia
su cui si può intervenire per riportare il sistema energetico a
un suo riequilibrio. Pensiamo ai bambini stanchi, svogliati, frignoni
o che mangiano malvolentieri. Ai bambini più piccoli che fanno
fatica a prendere sonno, si svegliano in continuazione o non vogliono
dormire nel lettino. A quelli più grandi che non riescono a rimanere
tranquilli e concentrati, sono irrequieti o collerici.
Altri disturbi frequenti sono le coliche dei lattanti, le difficoltà
nell’evacuazione, i mal di pancia con diarrea.
Senza troppa invasività è possibile sciogliere alcuni nodi,
“liberare gli accumuli”, o tonificare e rinforzare, così
da rendere disponibili risorse importanti per una crescita più
ricca.
I genitori si rivolgono alla medicina cinese anche per eczemi e dermatosi,
ma in questi casi il lavoro è più lungo ed è spesso
necessario sostenerlo con alcuni preparati della farmacopea cinese.
Anche nei diversi casi di ritardi dello sviluppo i trattamenti devono
proseguire a lungo, ma nella nostra esperienza pare valerne la pena.
Terapia è
anche prevenzione, cioè capire le caratteristiche energetiche di
fondo dello specifico bambino (la “costituzione”). Se conosciamo
la direzione verso cui tende quando non ce la fa e si ammala, riusciamo
anche individuare quali possono essere i comportamenti di vita o le abitudini
alimentari più dannose per lui, se ha senso modificarli e come
farlo.
Certo, i tempi di risposta, che sono molto rapidi per quanto riguarda
l’aspetto di remissione dei sintomi acuti, sono invece più
lunghi se si vuole intervenire sulla “radice”, cioè
sulle condizioni di fondo del sistema. Si tratta di un lavoro di rettifica
dell’assetto energetico. Questo consolidamento è importante
anche rispetto al futuro: un buon qi, che scorre bene, tende a indirizzarsi
da solo in senso fisiologico.
Non è
qui il caso di presentare analisi differenziali raffinate, che hanno bisogno
di riferimenti teorici specifici e di una terminologia tecnica adeguata,
ma si possono individuare alcuni quadri principali di base.
Se un bambino ha un quadro “shi-pieno” vuol dire che c’è
un accumulo, un eccesso. Un “troppo pieno” rende difficile
il movimento, ci sono ingorghi e blocchi (di qi, di automobili, di cacca,
di pensieri), bisogna “liberare”. Anche se il mondo è
meraviglioso e la tentazione è quella di prendere tutto, è
meglio lasciar andare un po’, intanto ce n’è ancora
– questo è quello che raccontiamo ai neonati che piangono
per le colichette. Ai genitori, con delicatezza, diciamo che magari le
poppate di un allattamento a richiesta sono troppo ravvicinate, forse
non c’è una vera e propria necessità di cibo, forse
si rischia di produrre un “accumulo”. Anche nel caso dei bambini
più grandi il cibo spesso è “troppo” non tanto
per la sua quantità, quanto per la frequenza e la qualità
dei pasti. Il qi che deve trasformare ed elaborare il cibo si trova a
dover compiere un lavoro eccessivo rispetto alle sue possibilità.
La sequenza di tuina ha lo scopo di tonificare la funzione di trasformazione
e trasporto della Terra/Milza-Stomaco (bu tu) e di liberare gli accumuli
(shu shi).
Il pieno
si trasforma facilmente in fuoco, una specie di falò che rischia
di fare terra bruciata invece di riscaldare e produrre energia per ciò
che è necessario. Il fuoco scalda, asciuga, agita, muove con violenza
e disordine. Il calore in eccesso si manifesta soprattutto come stipsi,
macchie rosse, disturbi del sonno, irrequietezza. Il fuoco scalda, asciuga,
agita, muove con violenza e disordine.
Il tuina agisce molto bene, per esempio eliminando il calore (qing re)
attraverso le feci.
Quadri totalmente
diversi sono invece quelli da “xu-vuoto”. In questi casi il
qi è scarso, possono soffrirne tutti gli organi/funzioni: il bimbo
si ammala facilmente perché ha difese inadeguate (weiqi buzu),
fa fatica ad ‘affrontare il mondo’ e gli viene il mal di pancia
quando deve andare all’asilo, è spesso stanco, pallido, piagnucoloso,
attaccato alla mamma, mangia poco, sia in quantità che in varietà
Le giornate troppo piene di attività mentale, fisica o emotiva
indeboliscono le loro riserve di qi. Sono bambini che non possono essere
caricati troppo, hanno bisogno di tempo per ricostituire quello che consumano,
per loro ci vuole più tranquillità.
Con il trattamento si cerca di rinforzare, tonificare, nutrire, consolidare
i vari organi/funzioni (jian pi, bu fei, qiang shen, zi yin). Si usa spesso
la moxa.
Da un’insufficienza
di qi di Terra/Milza-Stomaco, cioè da una carenza della funzione
di trasformazione e trasporto, possono derivare i quadri di “flegma”
(tan). Il flegma può provenire però anche da un addensamento
del qi che non scorre agevolmente perché c’è un “accumulo”.
Il flegma può manifestarsi con un catarro evidente, a livello di
naso, orecchie, bronchi, oppure ostruisce il respiro e causa broncospasmo.
Si dice che il flegma può insinuarsi ‘nei cento luoghi’:
spesso nel bambino si ferma a livello cutaneo (couli), impedisce una corretta
circolazione del qi, e facilita la comparsa di eczemi e dermatosi. Una
forma di flegma “senza sostanza” può offuscare la chiarezza
dello spirito (shen), con manifestazioni quali i deficit di attenzione
o le epilessie.
Il flegma è difficile da risolvere, spesso si usa anche l’agopuntura,
il trattamento richiede molto tempo e la collaborazione dei genitori è
fondamentale.
Conclusioni
La Medicina
Cinese è un approccio alla malattia e alla salute che trova un’indicazione
specifica nei bambini.
La Federazione Italiana Scuole Tuina e Qigong (FISTQ) ha attivato un progetto-pilota
al fine di diffondere il tuina pediatrico, coordinare lo studio e la ricerca,
raccogliere esperienza clinica.
Ora conosciamo meglio le domande da porci e cominciamo ad avere qualche
risposta. L’ambulatorio Xiaoxiao ha fatto i primi passi.
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