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Elisa

Rossi






 

Gruppo di lavoro centrato sulla relazione medico-paziente


Le dinamiche di rapporto che si instaurano tra operatore e utente sono a volte difficili da cogliere: non sono rari i casi in cui ci accorgiamo che qualcosa non sta funzionando, indipendentemente dalla precisione dell’inquadramento o dalla correttezza dell’intervento.
Quando una persona ci chiede di occuparci di lei - per un disagio, una sofferenza, una tensione del corpo e/o dell'anima - genera anche una serie di aspettative nei nostri confronti, molte delle quali inconsapevoli. Queste attese si intersecano con le nostre motivazioni a fare il nostro lavoro, molte delle quali, anche qui, inconscie.
Noi vogliamo riflettere insieme proprio su questo crocevia, che se lasciato inesplorato può rendere la relazione pesante per l'operatore e poco efficace per l'utente.

Il progetto prevede tre incontri, che comprendono un breve inquadramento teorico di alcune tematiche relazionali e uno spazio prevalente di discussione, condivisione, supervisione di casi portati dai partecipanti.
I singoli colleghi hanno quindi modo di rivedere storie o momenti della loro pratica clinica e di ragionarvi con gli altri, utilizzando le competenze specifiche dei conduttori.

Al fine di far crescere la coscienza clinica del significato e del valore della nostra pratica, così come dei suoi limiti, verranno presentate alcune tematiche, tra cui:
- Come costruire una relazione di aiuto, con la sua asimmetria e le sue delimitazioni.
- Come muoversi in un tipo di trattamento di ordine energetico, che agisce a un livello profondo e in cui il contatto fisico è qualcosa di molto potente, senza che si creino confusione ed equivoci.
- Come sviluppare il sentimento di fiducia alla base dell’alleanza terapeutica.
- Come affinare l’empatia, cioè la capacità di capire, sentire e condividere i pensieri e le emozioni di un altro, senza lasciarsi catturare dal gioco emotivo del paziente.
- Come impostare un setting terapeutico, che è il contenitore in cui si struttura il lavoro, è l’insieme dell’atteggiamento mentale e dei comportamenti, è lo spazio e il tempo del trattamento.
- Come conciliare neutralità dell’operatore, cioè una sua profonda astensione dal giudizio, e possibilità di modificare le abitudini di vita di chi chiede il nostro intervento.
- Come identificare le proprie competenze e come mettersi in relazione con colleghi, medici, utenti.

Lo spazio condiviso tra paziente e agopuntore

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